• +39-3358117997
  • info@bimpianti.it

Interruttori magnetotermici

Interruttori magnetotermici

I due fenomeni considerati, cortocircuito e sovraccarico hanno caratteristiche ben diverse e devono essere considerati separatamente. Come si nota dal nome, all’interno di un interruttore magneto-termico sono presenti due ben distinte sezioni che rilevano i due fenomeni per mezzo di differenti principi fisici.

 

Inizialmente l’interruttore deve essere chiuso agendo sul comando manuale oppure, nei modelli più grandi, per mezzo di motori elettrici. In questo modo viene caricata una molla che tende a provocare l’apertura dei contatti, ma è trattenuta da un’ancorina. Quando una sezione del dispositivo rileva un guasto, la molla viene liberata e si ha lo scatto, cioè l’apertura dell’interruttore. La forza prodotta dalla molla deve essere tanto più elevata quanto maggiore è l’intensità della corrente da interrompere, ovvero il potere di interruzione del dispositivo.

Protezione dal cortocircuito (Parte magnetica)

Questo tipo di guasto si verifica quando due fili conduttori a differente potenziale (nel caso generale della corrente alternata trifase: fase – neutro; fase L1 – fase L2; fase L1 – fase L3; fase L2 – fase L3) entrano in diretto contatto tra loro, provocando un elevatissimo ed istantaneo flusso di corrente.

La rilevazione di questo evento avviene per mezzo di un solenoide avvolto su una barra magnetica, in pratica un relè. L’elevato impulso di corrente induce un campo magnetico che attira una ancorina la quale provoca l’apertura dell’interruttore. La caratteristica di intervento è pertanto istantanea, in modo da evitare sollecitazioni termiche e meccaniche, dovute all’elevata corrente di corto circuito, dannose per le condutture e le apparecchiature elettriche.

Un caso di intervento si ha quando si verifica un cortocircuito in un elettrodomestico ed in questo caso questo interruttore magnetotermico scatta, in quanto rileva una forte intensità di corrente dovuta al contatto tra la fase e il neutro.

Protezione del sovraccarico (Parte termica)

Questo problema si verifica quando l’intensità di corrente supera un valore prefissato a causa per esempio di troppi carichi accesi contemporaneamente. Il limite di corrente è determinato da limiti costruttivi dell’impianto e in particolare dalla capacità dei fili conduttori di smaltire il calore prodotto per effetto Joule.

La rilevazione avviene per mezzo di una "resistenza elettrica" costituita ad una lamina bimetallica. A causa della differenza nella dilatazione termica di due metalli accoppiati (vincolati o tramite incollaggio o grappette metalliche), la lamina si piega fino a provocare lo scatto dell’interruttore. Il tempo di intervento non è istantaneo ma dipende, con funzione caratteristica dei diversi modelli di magnetotermici, dall’inverso dell’entità del superamento del valore di soglia.

Alcuni apparecchi più moderni impiegano sistemi elettronici. Esistono in commercio dispositivi con valori limite prefissati da pochi a centinaia di Ampere ed altri in cui il valore è regolabile dall’installatore.

Fonte: Wikipedia

Bizzarri Impianti

You must be logged in to post a comment

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: