• +39-3358117997
  • info@bimpianti.it

La storia della SONY

La storia della SONY

Sony vide la luce a Tokyo il 7 Maggio del 1946, in un grande magazzino semi-distrutto dai bombardamenti. Masaru Ibuka, ingegnere aveva 38 anni, e Akio Morita, fisico 25, investirono tutto il loro avere "circa cinquecento dollari" per impiantare un’azienda con 20 dipendenti destinata alla riparazione e alla costruzione di apparecchiature elettriche.

 La svolta decisiva per il successo futuro si ebbe nel 1954, quando la Tokyo Tsushin Kogyo Kabushiki Kaisha – questo era il nome dell’azienda – ottenne una licenza per la produzione dell’appena scoperto transistor, – la tecnologia del transistor non era ancora stata applicata alle radio, che funzionavano a valvole – e un anno dopo sorpresero i ricercatori della Bell Laboratories, – che avevano inventato il transistor – comunicandogli che producevano un transistor con drogaggio al fosforo, – metodo da loro prematuramente scartato – produssero cosi’ il primo transistor giapponese e la prima radio interamente a transistor.
Tokyo Tsushin Kogyo Kabushiki Kaisha non era un buon nome da applicare ad un prodotto, persino in giappone lo abbreviavano in Totsuko, ma Ibuka e Morita volevano un nome, da ricordare, il nome stesso doveva essere il simbolo, doveva essere breve, non piu’ di quattro o cinque lettere, si imbatterono in una parola latina "sonus" e su un termine americano "sonny" da "sonny-boys" che vuol dire ragazzini svegli, brillanti, ma in giappone sarebbe stato pronunciato "sohn-nee" che in giapponese vuol dire "perdere quattrini" cosi lo modificarono in "SONY" togliendo una "N" nel gennaio del 1958 assunsero ufficialmente il nome "Sony Corporation" Da allora in poi, Sony è sempre stata all’avanguardia nell’invenzione e nell’innovazione.

Alla Sony si deve il primo televisore a colori Trinitron nel 1968, la videocassetta a colori nel 1971, il videoregistratore Betamax (primo sistema video al mondo per uso domestico) nel 1975, il Walkman nel 1979, il dischetto da 3,5 pollici nel 1989, una macchina fotografica elettronica nel 1981, il primo lettore CD al mondo nel 1982, la prima videocamera per uso domestico nel 1983, il video da 8mm nel 1988, il primo videoregistratore digitale nel 1985 e così via, fino al 1995, anno in cui venne lanciata la PlayStation.

 

 

Nei 45 anni della sua attività, l’azienda di 20 dipendenti si è trasformata in una multinazionale che dà lavoro ad oltre 100.000 persone in tutto il mondo. Akio Morita aveva compreso sin dall’inizio la necessità di superare i confini nazionali per operare sul mercato globale. Morita si assicurò che il marchio Sony fosse messo in evidenza su tutti i prodotti realizzati dall’azienda. Ben presto Sony divenne un’importante realtà internazionale. Nel 1960 venne fondata la Sony Corporation of America, mentre nel 1968 fu la volta della Sony UK Limited. Una volta avviata la vendita dei prodotti sui mercati stranieri, sembrò logico cominciare a produrli localmente. Nel 1972 venne aperto uno stabilimento a San Diego, a cui fece seguito, nel 1974, lo stabilimento di Bridgend, destinato a rifornire il mercato britannico ed europeo. Akio Morita era fermamente intenzionato a preservare lo spirito di iniziativa e di innovazione caratteristico dell’azienda, evitando che questa si trasformasse in un’entità enorme soffocata dalla burocrazia. La sua filosofia si può riassumere nel concetto di "localizzazione globale." Le attività sono quindi ripartite tra piccoli gruppi gestiti come aziende autonome, ciascuna delle quali progetta e sviluppa prodotti che vengono poi "venduti" all’interno del gruppo principale. Le funzioni di ricerca e pianificazione strategica, oltre alla pubblicità e al marketing, sono gestite a livello centrale e costituiscono l’elemento di coesione tra le diverse aziende.

Negli ultimi anni Sony, conquistato il mercato dell’hardware, si è posta l’obiettivo di raggiungere una posizione di preminenza nel mercato del software. Dopo aver rivoluzionato il modo in cui si ascolta musica o si guarda un film, Sony intendeva intraprendere la produzione di software da utilizzare sul proprio hardware. Pertanto, nel gennaio del 1988 acquistò la CBS Records Inc., dando vita alla Sony Music Entertainment, e nel 1989 la Columbia Pictures, creando la Sony Pictures Entertainment.

Il lancio della PlayStation è stato il momento culminante di un piano a lungo termine per assumere una posizione di rilievo nel fiorente mercato dei videogiochi. Nel 1988 Sony aveva stretto un accordo con Nintendo per sviluppare una unità CD-ROM per il Super Famicom a 16 bit, una console che si pensava di immettere sul mercato nel giro di un anno e mezzo.

Alla base di questo progetto c’era la tecnologia CD-ROM/XA, sviluppata da Sony e Philips, un’estensione del formato CD-ROM che combina informazioni e dati audio e video compressi, rendendoli tutti accessibili simultaneamente grazie all’impiego di hardware aggiuntivo. Sony aveva anche in progetto di sviluppare un’altra console Nintendo compatibile: un sistema di intrattenimento integrato su cui fosse possibile utilizzare sia le cartucce SFC che un nuovo formato CD progettato dalla Sony stessa e la cui licenza era di proprietà esclusiva dell’azienda. Questo formato proprietario, denominato SuperDisc, avrebbe anche costituito la base dell’unità CD-ROM di Nintendo.

Grazie alle vaste risorse resesi disponibili con la creazione di Sony Music e Sony Pictures, Sony aveva da tempo individuato al proprio interno le potenzialità per creare un nuovo tipo di videogiochi su CD-ROM. Mentre il progetto della PlayStation cominciava a delinearsi, Nintendo si sentì sempre più messa da parte e vide drasticamente ridimensionarsi il proprio ruolo nei piani della Sony. Nintendo capì che il successo della Sony avrebbe potuto minacciare la sua sopravvivenza e con grande sorpresa e fastidio della Sony annunciò nel 1991 di aver stretto un accordo con la Philips per lo sviluppo di una piattaforma CD-ROM per il Super Nintendo. Dopo lunghe contese legali Nintendo riuscì a svincolarsi dal contratto precedentemente firmato con Sony, ma lo sviluppo della PlayStation fu portato avanti, confidando che sarebbe stata raggiunta un’intesa con la Nintendo per l’utilizzo del suo software.

Alla fine del 1992 Sony, Nintendo e Philips stipularono un accordo che consentiva alla PlayStation di supportare CD-ROM SNES lasciando però la Nintendo esclusiva proprietaria dei diritti sui giochi da essa prodotti. La versione della PlayStation sviluppata in quel periodo non entrò mai in produzione.

Ma arrivata a quel punto Sony non intendeva abbandonare del tutto l’idea, e ingegneri e progettisti si rimisero all’opera. Il lancio della PS-X nel 1993 venne salutato con entusiasmo dagli addetti del settore. Sony era riuscita a creare una console unica ed esclusiva e ad andare ben oltre i formati esistenti. Forte della passata esperienza, Sony aveva capito che non bastava produrre il miglior hardware, ma occorreva anche poter contare sul supporto e il riconoscimento dei migliori sviluppatori di software. L’azienda reclutò quindi i migliori e si assicurò la collaborazione di compagnie del calibro di Konami e Namco sin dalle primissime fasi del progetto. La PlayStation infatti si prestava benissimo ad essere utilizzata come terreno di coltura per i prodotti arcade.

Sony ha speso oltre 479 milioni di euro nello sviluppo della PlayStation, ma l’investimento è stato ampiamente ripagato. Nell’agosto del 1998, nel mondo ne erano state vendute oltre 40 milioni di unità.

Questo articolo e’ parzialmente preso da un sito Sony, non voglio violare nessun diritto, ma’ ho notato moti errori e con il tempo cerco di correggerli e. Non vorrei sembrare presuntuoso ma non so quanta gente girava con la fotografia di Akio Morita in tasca, e diceva di avere la SONY nel sangue come ho fatto io per moltissimi anni.

Consiglio a tutti la lettura del libro "Made in Japan" di Akio Morita edizioni Comunita’.

Bizzarri Impianti

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: