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Cavel VS 80205

Cavi coassiali per videosorveglianza. CAVEL VS80 – VS80205 – VS 80210

Tra le aziende che mostrano una particolare attenzione all’impiego dei cavi coassiali per la ricezione televisiva nel settore della video sorveglianza, va citata Cavel che offre una vasta gamma di prodotti destinati alla distribuzione di energia elettrica e di segnali. Oggi Cavel offre una serie di prodotti, composta da cavo coassiale ed accessori, ideata proprio per chi si occupa della progettazione e della esecuzione di impianti dedicati alla videosorveglianza.VS80210

Logo_Cavel

Il settore della video sorveglianza è in continuo sviluppo per la sempre maggiore richiesta di sistemi di sicurezza a controllo remoto, sia nel settore privato che in quello pubblico. La maggior parte degli impianti utilizzano telecamere di tipo analogico (4/6 MHz di frequenza di lavoro in banda base o video composito), ma si stanno diffondendo anche i sistemi digitali.

La posa di un cavo coassiale richiede tempo, il tempo è denaro, recita un vecchio detto, il tempo in termini di manodopera utilizzato per la posa di cavi è per noi molto prezioso, risparmiare quindi sul prodotto installato non crediamo sia un buon investimento. Se malauguratamente il cavo installato produce scarsi risultati, la sostituzione diventa spesso economicamente sconveniente e lasciarlo al suo posto produce altresì risultati scadenti, che possono compromettere la professionalità e l’immagine della vostra azienda. Noi utilizziamo cavi di elevatissima qualità, per rispetto del nostro lavoro e per offrire un servizio di elevata qualità alla nostra clientela.

In un nostro impianto di videosorveglianza avevamo la necessità di stendere 150 metri di cavo per collegare una videocamera sul muro di cinta di una villa, abbiamo deciso quindi di provare il VS80205, ottenendo risultati eccellenti e ricevendo i complimenti dal nostro cliente, per la qualità della visione. Una parte del merito la giriamo a CAVEL per la qualità dei suoi prodotti e di questo eccellente cavo.

Elettricista Roma

Eseguiamo riparazioni di impianti elettrici civili ed industriali

 

Realizzazione riparazione manutenzione impianti elettrici

realizzazione impianti elettrici civili ed industriali, realizzazioni sottotraccia in tubatura ed in canalizzazione,

Normalmente per impianti elettrici si considerano gli impianti di bassa tensione, mentre per gli impianti di media  e alta tensione si preferisce parlare di reti elettriche o sistemi elettrici vista la maggiore complessità sia degli apparati tecnologici, sia degli studi e dei calcoli necessari.

Normalmente gli impianti elettrici di bassa tensione per l’alimentazione delle abitazioni comuni sono dimensionati su una potenza massima di circa 3 kW.

Per la progettazione degli impianti elettrici sin dal 1990 era in vigore in Italia la Legge 46/90 ora sostituita dal D.M. 37 del 22 gennaio 2008 (G. U. n. 61 del 12/03/2008)e dal DL 25 giugno 2008 n 112, “Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11 quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici”; questo stabilisce quali siano i soggetti abilitati a progettare e realizzare le principali tipologie di impianti relativi a tutti gli edifici e a quali obblighi e prescrizioni debbano attenersi tali soggetti.

Fondamentale nella progettazione, realizzazione e collaudo di un impianto elettrico sono le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI), gli impianti elettrici in bassa tensione alimentati da un ente elettrocommerciale devono comprendere un impianto di messa a terra (sistema TT) in quanto necessario per la protezione dai contatti indiretti.

Con la definizione normativa elettrica si intende l’insieme di leggi, norme di attuazione e norme di riferimento tecnico che disciplinano il settore dell’impiantistica elettrica.

La materia è disciplinata in Italia da una serie di leggi e decreti che partono dal 1955 al 2001. Fra questo corpus abbiamo la Legge n. 186 del 01 marzo 1968, che impone la realizzazione degli impianti elettrici ed elettronici, installazioni e macchinari “a regola d’arte”, riconoscendo allo stesso tempo alle normative CEI la regola dell’arte. In tempi più recenti questo principio è stato ripreso e sviluppato dalla Legge n. 46 del 5 marzo 1990 Attualmente la legge 46/90 è stata abrogata insieme al Dpr 447 ed è sostituita dal DM 37 del 22 gennaio 2008. I punti salienti della legge sono:

  • la limitazione all’installazione e manutenzione degli impianti a soggetti abilitati, in possesso di requisiti tecnico-professionali riconosciuti;
  • l’obbligo di rilascio della dichiarazione di conformità da parte dell’installatore;
  • l’obbligo di utilizzo di materiali certificati a norma, sia nella loro scelta, sia nella loro messa in opera;
  • la necessità di redigere un progetto per gli impianti che superano alcune dimensioni di metratura o sono relative ad impianti particolari (medici, a maggior rischio in caso di incendio o sono ambienti a rischio di esplosione);
  • la protezione dell’utilizzatore da contatti diretti (il contatto con parti normalmente in tensione) e indiretti (parti metalliche che non dovrebbero essere in tensione, come le carcasse degli elettrodomestici);
  • l’obbligo dell’impianto di messa a terra;
  • l’obbligo di installazione dell’interruttore differenziale;

In Italia le norme tecniche che definiscono la modalità di costruzione e installazione dei componenti elettrici sono redatte dal Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI), che a sua volta recepisce le normative europee (EN). Sono altresi’ utilizzabili le norme tecniche delle altre associazioni normatrici europee: OVE (Austria), BEC-CEB (Belgio), BDS (Bulgaria), CYS (Cipro), UNMZ (Repubblica Ceca), DS (Danimarca), EVS (Estonia), SESKO (Finlandia), UTE (Francia), DKE (Germania), ELOT (Grecia), MSZT (Ungheria), IST (Islanda), ETCI (Irlanda), LVS (Latvia), LST (Lituania), ILNAS (Lussemburgo), MSA (Malta), NEC (Paesi Bassi), NEK (Norvegia), PKN (Polonia), IPG (Portogallo), ASRO (Romania), AENOR (Spagna), SEV/SUTN (Slovacchia), SIST (Slovenia), SEK (Svezia), Electrosuisse (Svizzera), BEC (Regno Unito).

Esistono in Europa diversi enti con la funzione di certificare la conformità degli apparecchi elettrici con la normativa in vigore. Per l’Italia il più conosciuto e famoso è l’Istituto per il marchio di qualità (IMQ). Per l’Europa è l’European Norms Electrical Certification (ENEC).

cavi segnale nella stessa conduttura dei cavi energia

 

Nuova classificazione per i cavi di segnale da installare nella stessa conduttura dei cavi di energia

 
Il progetto di norma CEI C.1037, in inchiesta pubblica fino al 1 gennaio 2010, tratta dei contrassegni da utilizzare per la marcatura dei cavi elettrici di Categoria 0 in relazione alla coesistenza in condutture contenenti cavi elettrici di Categoria 1..
Leggi la presentazione del progetto di norma e il testo del progetto

Nuova classificazione per i cavi di segnale da installare
nella stessa conduttura dei cavi di energia

Il progetto di norma CEI C.1037, in inchiesta pubblica fino al 1 gennaio 2010, tratta dei contrassegni da utilizzare per la marcatura dei cavi elettrici di Categoria 0 in relazione alla coesistenza in condutture contenenti cavi elettrici di Categoria 1.
Tutti gli interessati possono inviare i propri commenti, entro la fine dell’anno 2009, all’indirizzo e-mail cei@ceiweb.it, o via fax al n. 02.21006.210, o per posta al CEI, via Saccardo, 9 – 20134 Milano. I commenti saranno inviati al Comitato Tecnico CEI competente, che li analizzerà   in funzione della preparazione della versione finale del documento.
Questo breve progetto di norma (CEI UNEL) propone, mediante contrassegni e classificazioni, una indicazione delle caratteristiche elettriche dei cavi di Categoria 0 (da 0 a 50 volt c.a. o 120 V c.c.) in relazione alla loro installazione in un unico condotto o canale o passerella senza interposizione di setti separatori (norma CEI 64-8, Art. 528) con cavi di Categoria 1 (da 50 a 1000 volt c.a.).
La norma CEI 64-8 prevede infatti la possibilità di coesistenza dei cavi di Categoria 0 con cavi di Categoria 1 solo alle seguenti condizioni: “I circuiti di categoria 0 e 1 non devono essere contenuti nelle stesse conduttura a meno che ogni cavo non sia isolato per la tensione più elevata presente o ogni anima di cavo multipolare non sia isolata per la tensione più elevata presente nel cavo”
I riferimenti normativi, oltre alla norma CEI 64-8, sono la CEI-UNEL 36011 “Cavi per sistemi di comunicazione – Sigle di designazione” e la EN 50290-4-2 “Communication cables – Part. 4-2: General considerations for the use ofcables – Guide to use”.
Ai fini di questa nuova norma, l’isolamento indicato dalla CEI 64-8 è da intendersi tra l’esterno e il primo elemento metallico presente sottoguaina (lo schermo nel caso di cavi schermati o i conduttori nel caso di cavi non schermati)

Contrassegni da utilizzare

La simbologia che identifica l’idoneità di un cavo di Categoria 0 ad essere installato nella stessa conduttura, canalina o passerella dove è già presente un cavo di energia di Categoria 1, è costituita da una lettera seguita da un numero.
I contrassegni dovranno essere riportati sulla guaina del cavo di Categoria 0 secondo quanto sotto indicato:
C – 07 il cavo può coesistere con un cavo di energia Uo/U = 450/750 V
C – 1 il cavo può coesistere con un cavo di energia Uo/U = 600/1000 V

 

Marcature da utilizzare

Oltre alla marcatura prevista dalla propria specifica tecnica, i cavi di segnale da porre insieme ai cavi di energia dovranno riportare la sigla di designazione in accordo con la CEI UNEL 36011, il numero di questa norma CEI UNEL, il contrassegno previsto per il cavo (C-07 o C-1) ed eventualmente il contrassegno di un ente di certificazione di parte terza (es. IMQ) che attesti la conformità a quanto riportato in tabella 1.

Esempio Cavo Antifurto
Cavo …..TR 2×0,90+4×0,60/HR ……CEI UNEL 36XXX C-07

Esempio Cavo Coassiale
Cavo …..TCE2HH2 1(0,8/3,5)/R ……CEI UNEL 36XXX C-07

Esempio Cavo LAN
Cavo …..TE2 4x2x0,5/HR ……… CEI UNEL 36XXX C-07

I cavi marcati con i simboli sopra indicati dovranno avere, oltre alle caratteristiche costruttive dalle normative di prodotto specifiche, gli spessori minimi di guaina indicati nella tabella 1.

tabella 1

Buone pratiche per la prevenzione del rischio fulmini

Alcune indicazioni per proteggere le apparecchiature elettriche ed elettroniche dalle scariche elettriche causate dai fulmini. A casa, ma soprattutto negli ambienti lavorativi dove sono presenti molte apparecchiature e/o macchinari.

L’estate, una stagione da tutti attesa perché spesso culla delle nostre vacanze, può nascondere diverse insidie. Ad esempio zanzare e ondate di calore, di cui abbiamo anche ampiamente parlato, ma anche fenomeni temporaleschi, più frequenti nei mesi estivi. E da millenni l’uomo ha scoperto che l’elemento più pericoloso di un temporale è il fulmine.

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