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Archivio dei tag tensione

Quanto costa un sistema di sicurezza

“La situazione economica in cui versiamo ormai da tempo ha accentuato una tendenza già purtroppo presente in molti mercati, mercato della sicurezza incluso: l’attenzione al prezzo. Oggi il mercato sembra avere totalmente smarrito il senso del valore di un bene per concentrarsi unicamente sul costo. Del resto, quante volte mentre acquistiamo qualcosa, ci soffermiamo esclusivamente sul cartellino? Ma il punto è: siamo davvero sicuri di aver ottenuto il meglio acquistando al minor prezzo?”

Tratto da Security online magazine del 19/04/2017

 

Il processo d’acquisto si dovrebbe aprire con una fase decisionale, nella quale non possono essere certamente trascurati:

  • la qualità del prodotto che andremo a scegliere
  • le funzionalità operative del sistema, che nel lungo periodo fanno risparmiare tempo e denaro
  • i costi indiretti e intangibili, che sono i guasti atipici durante il ciclo di vita dei prodotti e che aumentano con il passare del tempo
  • i costi di riparazione e manutenzione ordinaria del sistema
  • eventuali disservizi di un sistema inagibile, costo inquantificabile ma che in ultima sede grava sul cliente finale

La somma di queste considerazioni ci consente di affermare che un prezzo di acquisto più basso non è per sua natura sinonimo di valore a lungo termine o di migliore ritorno sugli investimenti.

Realizzazione riparazione manutenzione impianti elettrici

realizzazione impianti elettrici civili ed industriali, realizzazioni sottotraccia in tubatura ed in canalizzazione,

Normalmente per impianti elettrici si considerano gli impianti di bassa tensione, mentre per gli impianti di media  e alta tensione si preferisce parlare di reti elettriche o sistemi elettrici vista la maggiore complessità sia degli apparati tecnologici, sia degli studi e dei calcoli necessari.

Normalmente gli impianti elettrici di bassa tensione per l’alimentazione delle abitazioni comuni sono dimensionati su una potenza massima di circa 3 kW.

Per la progettazione degli impianti elettrici sin dal 1990 era in vigore in Italia la Legge 46/90 ora sostituita dal D.M. 37 del 22 gennaio 2008 (G. U. n. 61 del 12/03/2008)e dal DL 25 giugno 2008 n 112, “Regolamento concernente l’attuazione dell’articolo 11 quaterdecies, comma 13, lettera a) della legge n. 248 del 2 dicembre 2005, recante riordino delle disposizioni in materia di attività di installazione degli impianti all’interno degli edifici”; questo stabilisce quali siano i soggetti abilitati a progettare e realizzare le principali tipologie di impianti relativi a tutti gli edifici e a quali obblighi e prescrizioni debbano attenersi tali soggetti.

Fondamentale nella progettazione, realizzazione e collaudo di un impianto elettrico sono le norme del Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI), gli impianti elettrici in bassa tensione alimentati da un ente elettrocommerciale devono comprendere un impianto di messa a terra (sistema TT) in quanto necessario per la protezione dai contatti indiretti.

Con la definizione normativa elettrica si intende l’insieme di leggi, norme di attuazione e norme di riferimento tecnico che disciplinano il settore dell’impiantistica elettrica.

La materia è disciplinata in Italia da una serie di leggi e decreti che partono dal 1955 al 2001. Fra questo corpus abbiamo la Legge n. 186 del 01 marzo 1968, che impone la realizzazione degli impianti elettrici ed elettronici, installazioni e macchinari “a regola d’arte”, riconoscendo allo stesso tempo alle normative CEI la regola dell’arte. In tempi più recenti questo principio è stato ripreso e sviluppato dalla Legge n. 46 del 5 marzo 1990 Attualmente la legge 46/90 è stata abrogata insieme al Dpr 447 ed è sostituita dal DM 37 del 22 gennaio 2008. I punti salienti della legge sono:

  • la limitazione all’installazione e manutenzione degli impianti a soggetti abilitati, in possesso di requisiti tecnico-professionali riconosciuti;
  • l’obbligo di rilascio della dichiarazione di conformità da parte dell’installatore;
  • l’obbligo di utilizzo di materiali certificati a norma, sia nella loro scelta, sia nella loro messa in opera;
  • la necessità di redigere un progetto per gli impianti che superano alcune dimensioni di metratura o sono relative ad impianti particolari (medici, a maggior rischio in caso di incendio o sono ambienti a rischio di esplosione);
  • la protezione dell’utilizzatore da contatti diretti (il contatto con parti normalmente in tensione) e indiretti (parti metalliche che non dovrebbero essere in tensione, come le carcasse degli elettrodomestici);
  • l’obbligo dell’impianto di messa a terra;
  • l’obbligo di installazione dell’interruttore differenziale;

In Italia le norme tecniche che definiscono la modalità di costruzione e installazione dei componenti elettrici sono redatte dal Comitato Elettrotecnico Italiano (CEI), che a sua volta recepisce le normative europee (EN). Sono altresi’ utilizzabili le norme tecniche delle altre associazioni normatrici europee: OVE (Austria), BEC-CEB (Belgio), BDS (Bulgaria), CYS (Cipro), UNMZ (Repubblica Ceca), DS (Danimarca), EVS (Estonia), SESKO (Finlandia), UTE (Francia), DKE (Germania), ELOT (Grecia), MSZT (Ungheria), IST (Islanda), ETCI (Irlanda), LVS (Latvia), LST (Lituania), ILNAS (Lussemburgo), MSA (Malta), NEC (Paesi Bassi), NEK (Norvegia), PKN (Polonia), IPG (Portogallo), ASRO (Romania), AENOR (Spagna), SEV/SUTN (Slovacchia), SIST (Slovenia), SEK (Svezia), Electrosuisse (Svizzera), BEC (Regno Unito).

Esistono in Europa diversi enti con la funzione di certificare la conformità degli apparecchi elettrici con la normativa in vigore. Per l’Italia il più conosciuto e famoso è l’Istituto per il marchio di qualità (IMQ). Per l’Europa è l’European Norms Electrical Certification (ENEC).

Illuminazione a LED

TECNOLOGIA LED

 

 

LED è un acronimo per Light-Emitting Diode (diodo ad emissione di luce). Il primo LED è stato sviluppato da Nick Holonyak Jr. nel 1962.

 

   

Funzione fisica

Il dispositivo sfrutta le proprietà ottiche di alcuni materiali semiconduttori per produrre fotoni a partire dalla ricombinazione di coppie elettroni-lacune Gli elettroni e le lacune vengono iniettati in una zona di ricombinazione attraverso due regioni del diodo drogate con impurità di tipo diverso, e cioè di tipo n per gli elettroni e p per le lacune. Il colore della radiazione emessa è definito dalla distanza in energia tra i livelli energetici di elettroni e lacune e corrisponde tipicamente al valore della banda proibita del semiconduttore in questione.

I LED sono uno speciale tipo di diodi a giunzione p-n, formati da un sottile strato di materiale semiconduttore drogato. Quando sono sottoposti ad una tensione diretta per ridurre la barriera di potenziale della giunzione, gli elettroni della banda di conduzione del semiconduttore si ricombinano con le lacune della banda di valenza rilasciando energia sufficiente da produrre fotoni. A causa dello spessore ridotto del chip un ragionevole numero di questi fotoni può abbandonarlo ed essere emesso come luce. I LED sono formati da GaAs (arseniuro di gallio), GaP (fosfuro di gallio), GaAsP (fosfuro arseniuro di gallio), SiC (carburo di silicio) e GaInN (nitruro di gallio e indio). L’esatta scelta dei semiconduttori determina la lunghezza d’onda dell’emissione di picco dei fotoni, l’efficenza nella conversione elettro-ottica e quindi l’intensità luminosa in uscita.

 

Vari tipi di LED

 

Assorbimento

Per quanto riguarda gli assorbimenti, questi sono maggiori nei LED normali rispetto a quelli ad alta luminosità, secondo la seguente tabella:

Tipologia LED Assorbimento (mA)
LED normali 20
LED flash 30/40

 

Forza Commerciale

La forza commerciale di questi dispositivi si basa sulla loro potenzialità di ottenere elevata luminosità (quattro volte maggiore di quella delle lampade flourescenti e filamento di tugsteno), basso prezzo, elevata efficienza ed affidabilità(la durata di un LED è di molti ordini di grandezza superiore a quella delle classiche sorgenti luminose, specie in condizioni di stress meccanici); inoltre essi non richiedono circuti di alimentazione complessi, possiedono alta velocità di commutazione e la loro tecnologia di costruzione è compatibile con quella dei circuti integrati al silicio.

 

Efficienza ed Affidabilità

I LED sono particolarmente interessanti per le loro caratteristiche di elevata efficienza luminosa A.U./A e di affidabiltà. I primi LED ad alta efficienza sono stati investigati dall’ingegnere Alberto Barbieri presso i laboratori delluniversità di Cardiff (GB) nel 1995, rilevando ottime caratteristiche per dispositivi in AlGaInP/GaAs con contatto trasparente di Indio e Stagno (ITO). L’evoluzione dei materiali è stata quindi la chiave per ottenere delle sorgenti luminose del futuro che hanno tutte le caratteristiche per sostituire quasi tutte quelle ad oggi utilizzate.

 

schema circuitale

Caratteristiche tecniche

In molti casi i LED sono alimentati in continua con una resistenza in serie Rs per limitare la corrente diretta al valore di lavoro, il quale può variare da 5-6 mA fino a 20 mA quando molta luce è richiesta. Il valore della resistenza in serie Rs è calcolato mediante la legge di Ohm conoscendo la corrente di lavoro richiesta If, la tensione di alimentazione Vs e la differenza di potenziale del LED alla corrente di lavoro data, Vf.

Nel dettaglio, la formula per calcolare la resistenza in serie necessaria è:

R_s={V_s-V_f \over I_f} che ha come unità di misura ohm={volt\over ampere}

Esempio: qualora risultino Vs = 12 volt, Vi = 1,8 volt e I = 20 mA si ha

R_s={12-1,8 \over 0,02} = 510 \Omega

La differenza di potenziale del LED Vf può essere stimata da quella data per una corrente di 20 mA nel datasheet del prodotto. I LED devono essere fatti operare solo con tensione diretta e non devono essere sottoposti a tensioni inverse che potrebbero danneggiarli.

In linea generale, quando non si possiede il datasheet specifico, si può considerare per i LED consueti di diametro 5 mm una tensione Vf pari a circa 2 V ed una corrente di lavoro If prudenziale di 10-15 mA, fino a 20 mA. Valori superiori di corrente sono in genere sopportati, ma non assicurano un funzionamento duraturo.

Se un LED viene alimentato in alternata deve essere protetto dalla tensione inversa mediante un semplice circuito. Il metodo più semplice è quello di usare un diodo collegato in parallelo al LED che limita tutte le tensioni inverse. Ciò protegge il LED, ma, durante il ciclo negativo della sinusoide, non viene emessa luce riducendone così l’efficenza. Un metodo alternativo più efficiente e che inoltre mantiene attiva l’uscita luminosa consiste nell’usare un ponte di quattro diodi per assicurare che una corrente diretta scorra sempre attraverso il LED.

La massima quantità di luce che può essere emessa da un LED è limitata essenzialmente dalla massima corrente media sopportabile, che è determinata dalla massima potenza dissipabile dal chip. Quando sono richiesti valori d’uscita più alti normalmente si tende a non usare correnti continue, ma ad usare delle correnti pulsanti con duty cycle scelto in maniera opportuna. Ciò permette alla corrente e, di conseguenza, alla luce di essere notevolmente incrementate, mentre la corrente media e la potenza dissipata rimangono nei limiti consentiti.

Polarità e controllo di un LED

Il terminale più lungo di un diodo o di un led è l’anodo (+) in contrapposizione quindi al catodo, terminale più breve, come si può vedere nelle immagini sottostanti, dove sono evidenziati anodo e catodo. Le polarità vengono inoltre contraddistinte sull’involucro tramite un taglio: se si guarda infatti il led dall’alto, si puo’ notare come una piccola parte della circonferenza di base sia smussata. In corrispondenza del taglio troviamo un reoforo che è collegato al catodo del dispositivo. Generalmente cio’ è visibile su led da 5mm o superiori. Nel caso dei led 3mm, si rende necessario l’uso di un tester in quanto tale taglio (se presente) non è quasi visibile. Se si utilizza un tester, dopo aver selezionato la scala di resistenza, se si pone il puntale positivo sull’anodo e il puntale negativo sul catodo, il tester segnerà un valore di resistenza (ordine dei kΩ), invertendo i puntali, invece, il tester non dovrà segnare alcuna continuità. Cio’ indica che il diodo è funzionante e si sono anche determinate le polarità.

Colori

I LED convenzionali sono composti da vari materiali inorganici che producono i seguenti colori:

  • AlGaAs – rosso ed infrarosso
  • GaAlP – verde
  • GaAsP – rosso, rosso-arancione, arancione, e giallo
  • GaN – verde e blu
  • GaP – rosso, giallo e verde
  • ZnSe – blu
  • InGaN – blu-verde, blu
  • InGaAlP – rosso-arancione, arancione, giallo e verde
  • SiC come substrato – blu
  • Diamante (C) – ultravioletto
  • Silicio (Si) come substrato – blu (in sviluppo)
  • Zaffiro (Al2O3) come substrato – blu

Inoltre, la caduta di tensione dei LED è relazionata al colore della luce emessa, come riportato nella seguente tabella:

Tipologia LED Caduta di tensione Vi (volt cc)
Colore rosso 1,8
Colore verde 2,0
Colore giallo 1,9
Colore arancio 2,0
Flash blu/bianco 3,0

UPS o Gruppo di continuita’

 

Il Gruppo di continuita’ o UPS (Unimpterruptible Power Supply) è un apparecchio elettronico costruito per mantenere acceso uno o piu’ apparati anche in assenza di alimentazione elettrica della rete.

Ne esistono varie tipologie per i diversi campi di utilizzo:

  • Gruppo di continuità OFF-Line con elemento di commutazione;
  • Gruppo di continuita’ ON-Line

 

  

 

 Gruppo di continuità OFF-Line con elemento di commutazione

Il piu’ comune gruppo di continuità è quello OFF-line con elemento di commutazione, ossia è composto da quattro elementi separati:

  • Caricabatteria
  • Gruppo batteria
  • Inverter
  • Elemento di commutazione 

In condizioni normali il caricabatteria alimenta il gruppo batterie , la tensione di rete passa attraverso l’elemento di commutazione dell’UPS e ‘inverter rimane spento.

Quando la tensione di alimentazone della rete viene a mancare l’elemento di commutazione sposta l’uscita della tensione sull’inverter che viene attivato a sua volta

Le batterie forniscono energia all’inverter ,e la sua durata è proporzionale alla capacita’ e lo stato di salute delle stesse

Questo UPS ha un tempo (molto breve) in cui il carico rimane senza tensione

 

Gruppo di continuita’ ON-Line

Il gruppo di continuita‘ ON-Line è piu’ complesso e costoso, trova impiego in quelle situazioni critiche dove anche una minima mancanza di tensione provoca dei danni o perdita di dati.

é composto da 3 sezioni:

  • Caricabatteria
  • Batterie
  • Inverter

In questo caso il caricabatteria alimenta le batterie caricandole costantemente ma diversamente da quello OFF-line si alimenta anche l’inverter costantemente e ,nel caso  la tensione di rete venisse a mancare ,le batterie sono collegate all’inverter che è in funzione sempre .

Con questa soluzione è garantita una perfetta alimentazione del carico senza nessuna interruzione , ovviamente sempre tutto questo è in relazione allo stato delle batterie

 

 

 

 

 

 

 

Display OLED

OLED è l’acronimo di Organic Light Emitting Diode ovvero diodo organico ad emissione di luce

 

Ching Tang , ricercatore Kodak , durante un esperimento notò l’emissione di un alone di luce verde da parte di un particolare materiale organico messo sotto tensione elettrica. Era il 1985 e e nasceva quasi per caso il primo dispositivo OLED

Gli OLED sono adesso una delle più interessanti frontiere dell’elettronica e si pensa saranno in grado di generare un mercato da 3 miliardi di dollari entro il 2010.

Sistemi di terra

Il neutro è messo a terra in cabina e in più punti lungo la linea di consegna. L’impianto elettrico privato è solitamente messo a terra attraverso un proprio impianto e con un proprio dispersore. In questo modo in caso di guasto verso terra di un apparecchio, si crea una corrente di ritorno attraverso la terra che provoca lo scatto degli interruttori differenziali di protezione. Questo sistema è detto Terra-Terra (TT), obbligatorio in Italia per tutte le utenze private in bassa tensione.

Buone pratiche per la prevenzione del rischio fulmini

Alcune indicazioni per proteggere le apparecchiature elettriche ed elettroniche dalle scariche elettriche causate dai fulmini. A casa, ma soprattutto negli ambienti lavorativi dove sono presenti molte apparecchiature e/o macchinari.

L’estate, una stagione da tutti attesa perché spesso culla delle nostre vacanze, può nascondere diverse insidie. Ad esempio zanzare e ondate di calore, di cui abbiamo anche ampiamente parlato, ma anche fenomeni temporaleschi, più frequenti nei mesi estivi. E da millenni l’uomo ha scoperto che l’elemento più pericoloso di un temporale è il fulmine.

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