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Wi-Fi Libero 2011

Wi-Fi Libero 2011

Sono state pubblicate sulla Gazzetta Ufficiale le nuove disposizioni sul Wi-Fi libero. Cade così l’obbligo per bar, alberghi, ristoranti e locali pubblici di identificare gli utenti. Nuove regole per gli Internet point.
wi-fi 
Il decreto milleproroghe, pubblicato in Gazzetta Ufficiale abroga il grosso dell’articolo 7 del decreto Pisanu. Quello che ha imposto obblighi molto severi ai fornitori di accesso internet da luoghi pubblici. In sostanza, resta- fino al 31 dicembre 2011- solo l’obbligo di richiedere licenza al Questore, per il punto di accesso; ma solo per gl internet point, definiti come esercenti che hanno questo come attività principale. Per altri tipi di esercenti (bar, ristoranti, hotel) non c’è nemmeno quest’obbligo. Per tutti, abolite inoltre le norme che imponevano di identificare gli utenti, registrarne il traffico e conservare i relativi log.
Altri obblighi arriveranno, a scopi di sicurezza, come già annunciato dalla maggioranza, e saranno proposti come emendamenti al decreto, nella fase della sua conversione in legge, al parlamento. La promessa- del ministro dell’Interno Roberto Maroni- è che i nuovi obblighi, sostituitivi dell’articolo 7, saranno più leggeri e più moderni. L’orientamento (vedi Antonio Palmieri, Pdl) è di imporre identificazione e log del traffico solo per specifiche esigenze investigative. Potrebbe bastare per rassicurare coloro che, tra le forze dell’ordine, continuano a sostenere l’utilità di monitoraggi e controlli sugli utenti internet da luoghi pubblici. Una voce fuori dal coro è stata invece quella del procuratore nazionale antimafia Piero Grasso che, neanche due mesi fa, aveva puntato l’indice contro il Wi-Fi libero: “Bisogna rendersi conto – erano state le sue dure parole che, a dirla tutta, non avevano raccolto un grande seguito – che dietro queste reti, Wi-Fi e Internet point, ci si può nascondere benissimo nella massa degli utenti, non più identificabili. Si possono anche trovare terroristi, pedofili, mafiosi”.
Festeggia anche l’opposizione: secondo Paolo Gentiloni (Pd) “è una vittoria”. Già negli scorsi mesi parlamentari di tutti gli schieramenti, tra cui lo stesso Gentiloni, avevano presentato proposte di legge per abolire o modificare il decreto. Due ddl, uno del Pd e uno del Pdl, stavano per completare l’iter alla Camera, mentre al Senato a novembre il ministro dell’Interno Roberto Maroni aveva presentato un disegno di legge per togliere le norme wi-fi. Evidentemente, però, il governo ha preferito poi uno strumento normativo più veloce, con il decreto Milleproroghe.
l decreto del 2005 era indicato da esperti e addetti ai lavori come uno dei motivi che hanno rallentato lo sviluppo di internet nei luoghi pubblici in Italia. I nostri hotspot wi-fi sono meno di un quarto di quelli francesi. La burocrazia del Pisanu infatti aumentava costi e complessità
per chi offre accesso internet in luoghi pubblici, al punto da scoraggiare la maggior parte di esercenti e circoli privati. Grande soddisfazione quindi di navigatori, associazioni di categoria e organizzazioni per le libertà online, che in questi anni si erano battuti per il superamento di una normativa che non aveva uguali nel resto del mondo occidentale.

Bizzarri Impianti

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